lunedì 3 febbraio 2014

PRESIDIO DI PROTESTA DEL PCL DAVANTI ALL'AMBASCIATA TURCA


Giovedi 6 Febbraio il Partito Comunista dei Lavoratori (PCL) terrà presidi di protesta davanti all'ambasciata e ai consolati turchi in diverse città italiane, a favore dell'immediata liberazione di Mustafa Cihan Yilmaz, leader del movimento studentesco di Antalya e dirigente del Partito operaio rivoluzionario turco (DIP), sezione del Coordinamento per la Rifondazione della 4° Internazionale.

Mustafa Cihan Yilmaz è stato incarcerato mandato a processo, assieme ad esponenti dell'Associazione della Gioventù Socialista, con l'accusa di attività sovversiva contro lo Stato per aver partecipato in prima fila alle grandi mobilitazioni popolari contro il governo Erdogan.

Si tratta di una provocazione inaccettabile. Il governo Erdogan cerca di sopravvivere alla crisi crescente del proprio regime politico col rilancio di una repressione sistematica contro le avanguardie del movimento di lotta . Ma i rivoluzionari turchi non si faranno intimidire. Ed anzi intensificheranno la propria azione affinchè la classe operaia turca e attorno ad essa le più larghe masse del popolo aprano la via di un'alternativa dei lavoratori in Turchia.

Giovedì a Roma l'iniziativa di protesta del PCL si svolgerà davanti all'ambasciata turca- in Piazza della Repubblica 50- a partire dalle ore 16,30, in parallelo alle analoghe iniziative  delle sezioni del CRQI di altri Paesi .


PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

sabato 1 febbraio 2014

LA FIAT: UNA TRUFFA AI DANNI DEI LAVORATORI.

La FIAT, azienda leader nella costruzione di auto nel nostro paese,
ha deciso di esportare in Olanda la sua sede legale ed in Inghilterra quella fiscale. Come mai dopo aver preso soldi pubblici dallo stato, con la promessa di sviluppare la produzione sul nostro territorio, garantendo  posti di lavoro è "espatriata"?
La risposta, per chi conosce le logiche del sistema capitalistico è semplice: per aumentare ulteriormente il suo profitto. Tutte le sue ultime manovre (tra cui l'acquisizione di Chrysler) sono servite a questo scopo. Procediamo con ordine.

COME MARCHIONNE STA ACQUISENDO CHRYSLER?
Marchionne, mente diabolica dello sfruttamento, sta acquisendo  Chrysler nella stessa maniera in cui Wolkswagen acquisì Porsche. Un raggiro finanziario da genio della Lampada.
Per pagare i 3,6 miliardi di dollari delle quote possedute da Veba ( fondo sanitario del sindacato UAV), la maggior parte  (1,9 miliardi) saranno erogati da Chrysler stessa e il restante, ovvero 1,7 miliardi, saranno presi da una obbligazione, che scadendo si trasformerà in azione. Praticamente Chrysler si sta acquistando da sola. La manovra finanziaria è perfetta, ma per quanto riguarda i lavoratori, cosa accadrà? La prossima sfida di Marchionne, una volta completata la fusione tra i due colossi, sarà importare in Italia il modello di sfruttamento americano, efficientissimo nel massimizzare i profitti e sfiancare gli operai. Il  World Class Manifacturing ( WCM ) verrà introdotto da FIAT aumentando lo sfuttamento e garantendo ai padroni profitti più alti.

CHE COS'E' IL WCM E IN COSA CONSISTE?
Il World Class Manifacturing è una rivisitazione del modello giapponese detto "Toyotismo" ovvero il "Lean Production". Esso combina il metodo "Just in Time"( agganciare la produzione alle richieste del mercato, stanziando nei magazzini meno merce possibile) e l'autoattivazione-coinvolgimento dei lavoratori nella produzione.
L'autoattivazione-coinvolgimento riguarda l'azione del singolo operaio di risolvere i problemi nel suo posto di lavoro. Al di là di questo coinvolgimento, vengono aggredite tutte quelle azioni (ad esempio camminare) che i manager considerano perdite di tempo. Il risultato : ritmi di lavoro altissimi. Charlie Chaplin alla catena di montaggio, così saranno ridotti i lavoratori.
Inoltre verrà introdotta un'altra diavoleria: il sistema ErgoUAS, che definisce i tempi di riposo in una determinata fase di lavoro(Es 5 secondi in  un minuto.) sulla base di un calcolo riguardante l'indice di rischio di patologie muscolo scheletriche. E' ovvio che tale sistema non tiene conto della fatica, dello stress a cui sono condannati i lavoratori, ma solo di talune posizioni durante il processo produttivo. Abolendo tra l'altro la soglia di riposo approvata nel '71 e tendente a compensare, sia pur minimamente, la fatica, lo stress ecc.ecc.

PERCHE' IL TRASFERIMENTO DI SEDI?
Per accontetare gli azionisti! in Olanda hanno doppio diritto di voto (a vantaggio di Exor, holding della famiglia Agnelli) mentre in Inghilterra hanno delle tasse più basse (-7%). Chrysler paga le tasse nel Delaware, una sorta di paradiso fiscale. Ecco la verità! Altro che 20 miliardi di investimenti in Italia...
Concludendo, l'odierno capitalismo oltre ad usare sistemi di produzione di tipo globale per delocalizzare a suo piacimento, abbassando così il prezzo della forza-lavoro ricorre a stratagemmi finanziari sempre più complessi al fine di dominare incontrastato sul proletariato. Siamo certi che prima o poi, i lavoratori riprenderanno tutto, e a modo loro, quello di cui sono privati giorno dopo giorno, di manovra finanziaria in manovra finanziaria.
                                                                                                             L.T. PCL Frosinone.

mercoledì 29 gennaio 2014

LA STRAGE DI DERRY: UNA VENDETTA DELL'IMPERIALISMO BRITANNICO

Era il 30 gennaio 1972. Furono uccise 14 persone, disarmate che fuggivano.
Città di Derry, Irlanda del Nord, una domenica pomeriggio.

Quel giorno a Derry si teneva una manifestazione per i diritti civili, indetta dalla Northern Ireland Civil Rights Association, una manifestazione non autorizzata. Si protestava contro delle leggi speciali repressive del governo unionista che includevano l'Internment, cioè la possibilità di imprigionare una persona a tempo indeterminato senza processo, tanto che molti irlandesi si trovavano in questa situazione.
In vista della manifestazione furono schierati nelle strade i paracadutisti.
Inspiegabilmente dopo qualche lieve tafferuglio i paracadutisti di sua maestà aprirono inspiegabilmente il fuoco, provocando una vera e propria carneficina.
Spararono per uccidere. E uccisero.
Morirono 14 persone, otto avevano meno di 23 anni, tutti mentre scappavano; alcuni mentre sventolavano un fazzoletto bianco e gridavano di non sparare.
I paracadutisti dissero che a spararono per primi furono i manifestanti, in realtà furono i soli a sparare.
Fu tutto orchestrato. Nessuno dei para' fu condannato. I militari aprirono il fuoco perchè così dovevano fare. Dovevano uccidere per far capire chi comandava, per intimorire il popolo irlandese in lotta.
Ma i popoli non si arrendono. Gli irlandesi non si arresero e risposero alla violenza imperialista con la violenza rivoluzionaria, a volte di massa con duri scontri di piazza, altre volte con la violenza guerrigliera.
Non si arrendono tutt'oggi.
Esprimiamo solidarietà al popolo Irlandese in lotta, è un nostro dovere da Internazionalisti e ricordiamo che solo chi lotta vince.
Derry is not Londonderry
Irlanda libera!-Free Ireland!
                                                                       Partito Comunista dei Lavoratori - Frosinone

lunedì 27 gennaio 2014

SOLIDARIETA' AI FACCHINI GRANAROLO. LA LOTTA E' DI CLASSE!

Le lotte portate avanti dai facchini Granarolo a Cadriano (Bologna) stanno ad indicare quanto sia ingiusto verso i lavoratori il sistema capitalistico, che sfrutta, spreme quando gli fa comodo e poi licenzia senza pietà gettando in una strada lavoratori e famiglie.
I facchini dall'estate 2013 chiedono il reintegro di 51 lavoratori licenziati ingiustamente dal consorzio SGB e il rispetto degli accordi firmati anche con  la prefettura.Il Reintegro è atteso da ben nove mesi, ed allora i facchini e il sindacato SI Cobas continueranno la lotta fino al reintegro dei lavoratori, licenziati dopo 10-15 anni di servizio.
La domanda  rivolta alla Granarolo e alla prefettura è la seguente: Come possono vivere dei lavoratori senza stipendio da nove mesi?
La Granarolo poi, cerca di giustificarsi dichiarandosi estranea ai licenziamenti, quando invece ne è la prima responsabile in quanto committente.
Lo stato borghese nella vicenda, come in tutte le altre si è schierato dalla parte dell'azienda picchiando e arrestando due sindacalisti. E come se non bastasse, la polizia ha addirittura caricato il latte al servizio di licenziatori e crumiri.
Ricordiamo che i lavoratori hanno tutti i diritti di protestare, in qualsiasi maniera, e rivendichiamo l'unità delle lotte al fine di fare fronte unico contro i padroni e i loro lacchè.
Ancora una volta la lotta è di classe!
                                                                                                            PCL Frosinone

venerdì 24 gennaio 2014



LEGGE ELETTORALE E DEMOCRAZIA BORGHESE CONTRO LA GOVERNABILITA', UNA BATTAGLIA DI CLASSE PER LA RAPPRESENTANZA


23 Gennaio 2014



L'attuale proposta di legge elettorale Renzi/Berlusconi è peggio di una legge truffa ordinaria. E' una provocazione reazionaria.

Il diritto negato di preferenza è solo un aspetto limitato della questione. E' un aspetto significativo, naturalmente, perchè è mirato a concentrare il massimo potere di comando e controllo delle segreterie di PD e PDL sui propri gruppi parlamentari e partiti: a beneficio di Renzi, contro la minoranza interna minacciata di epurazione; e di Berlusconi, contro le spinte centrifughe che albergano in Forza Italia e la concorrenza elettorale di NCD e dei suoi clan, spesso più radicati sul territorio. Questo fatto spiega perchè il punto delle preferenze è diventato il principale pomo della discordia nei due cantieri del bipolarismo, in particolare nel PD.

Ma questo aspetto fa velo su enormità ben più grandi, dal punto di vista democratico.

La combinazione di un premio di maggioranza del 18% a partire dal 35% di coalizione; dell'elevamento delle soglie di sbarramento all'8% per l'accesso in Parlamento di liste indipendenti; dell'innalzamento al 5% delle soglie di sbarramento per le stesse liste interne alla coalizione; del calcolo dei voti delle liste escluse dalla rappresentanza a favore dei partiti rappresentati; del ballottaggio tra le due coalizioni più votate sotto il 35% ,senza soglie di riferimento ; produce , nel suo insieme, una risultante molto semplice: un partito del 20% (o poco più) può giungere virtualmente a ottenere una maggioranza assoluta del Parlamento, con un premio di maggioranza del 30% (!). Come e più del famigerato Porcellum. Come e più della legge Acerbo varata dai fascisti nel 23 ( che assicurava i due terzi del parlamento per chi avesse raggiunto il 25% dei voti, ma non prevedeva né soglie di sbarramento, né il ballottaggio tra i due più votati sotto il 25%). L'accordo “storico” Renzi / Berlusconi è questo: non solo la spartizione del comando nei rispettivi schieramenti ma la spartizione e contesa di un'enorme massa di elettori privati del diritto di rappresentanza. Secondo la logica maggioritaria degli ultimi 20 anni, ma peggio che negli ultimi 20 anni.

“Viva Matteo”, grida entusiasta la grande stampa borghese, liberale o reazionaria che sia. Larga parte degli ambienti borghesi “antiberlusconiani” (v. La Repubblica) che avevano denunciato gli orrori del Porcellum varato da Berlusconi, benedicono una legge analoga e peggiore quando viene promossa da Renzi a beneficio di Renzi. Al punto da assolvere come spiacevole necessità la stessa resurrezione del suo sodale Berlusconi quale padre della Patria. Nel migliore dei casi traspare il dubbio ( fondato) che lo stesso Berlusconi possa un domani avvantaggiarsi delle “virtù” della legge. Ma appare un dettaglio, a fronte della luce radiosa di una nuova possibile “governabilità”.

Questa è infatti la chiave di lettura : il primato della governabilità borghese su ogni altro “valore” o considerazione. Sulla bocca di tanti specchiati “democratici”, il principio democratico di rappresentanza è nulla, la governabilità del capitalismo è tutto. E siccome nell'epoca della grande crisi capitalista i partiti di governo attraversano fisiologicamente una profonda crisi di consenso presso la maggioranza della società, c'è un solo modo per perpetuare la rapina dei capitalisti e dei banchieri: consentire un governo senza consenso della maggioranza. Questo è lo scopo delle diverse ingegnerie elettorali. Lo stesso dibattito accademico per lo più tratta la materia della legge elettorale in funzione del governo, non della rappresentanza. La rappresentanza è un impaccio residuale, come spiega il politologo D'Alimonte sul quotidiano di Confindustria.

Tutto ciò non accade solo in Italia, come dimostra la fisiologia maggioritaria delle diverse leggi elettorali operanti negli altri paesi capitalisti, dalla monarchica Inghilterra alla V Repubblica francese. Ma tanto più si manifesta oggi in Italia a fronte di una crisi politica e istituzionale senza paragone tra i paesi imperialisti e di un programma annunciato di lacrime e sangue particolarmente pesante alle soglie del Fiscal Compact. Come poter imporre nei prossimi anni e decenni a una maggioranza esangue di lavoratori e popolazione povera gli ulteriori sacrifici pretesi dalle grandi imprese, dal capitale finanziario, dall'Unione Europea dei capitalisti e dei banchieri? Come poterlo fare dentro una cornice formalmente costituzionale e “democratica”, basata sul suffragio universale? La risposta è semplice: plasmando la democrazia borghese e la stessa Costituzione borghese secondo le esigenze sempre più vincolanti del capitale in crisi. Questo è stato il codice delle riforme elettorali e istituzionali della seconda Repubblica, dall'introduzione del maggioritario al pareggio di bilancio in Costituzione. Oggi il renzismo mira a concludere la lunga transizione con una “soluzione” che vorrebbe essere stabile, organica, definitiva. A questo plaude la borghesia italiana, dopo anni di crisi politica e di convulsioni istituzionali.

Contro la legge truffa Renzi/Berlusconi è necessario innanzitutto il più ampio fronte unico di lotta di tutte le sinistre politiche, sindacali, di movimento, a partire da una grande manifestazione nazionale di massa.

Ma questa lotta deve ricondurre il terreno democratico a una riconoscibile ragione di classe, anticapitalista, rivoluzionaria. La rivendicazione di una legge elettorale pienamente e integralmente proporzionale ( una testa un voto, uguaglianza tra i voti, tanti voti tanti seggi) è una battaglia elementare di democrazia, che nasce storicamente col movimento operaio oltre un secolo fa, contro le leggi maggioritarie / censitarie del liberalismo borghese. Quella battaglia recupera oggi una straordinaria attualità nel momento in cui il liberalismo borghese, sotto la pressione della crisi capitalista, tende a tornare al primo 900 non solo nelle politiche sociali ma negli stessi assetti istituzionali.

Per questa stessa ragione, tale battaglia può essere sviluppata sino in fondo e coerentemente solo nella prospettiva di un governo dei lavoratori e di una Repubblica dei lavoratori. I lavoratori, i precari, i disoccupati non hanno nulla da guadagnare, ma solo da perdere, dalla governabilità del sistema che li sfrutta. L'unica “governabilità” che li può interessare è quella che si basa sulla loro organizzazione e la loro forza: cioè sul loro potere.

MARCO FERRANDO


martedì 21 gennaio 2014

21 GENNAIO 1921: NASCE IL PARTITO COMUNISTA D'ITALIA (SEZ. DELLA TERZA INTERNAZIONALE)

In data odierna nasceva a Livorno nel 1921 il Partito Comunista d'Italia.
Un partito alla cui fase iniziale noi compagni del PCL ci ispiriamo, recuperando la linea storica e rivoluzionaria che il partito adottò seguendo le direttive della terza internazionale, sotto l'impulso di Antonio Gramsci.
Difendiamo la natura storica del PCd'I, che niente aveva a che fare con lo stalinismo e con la sua variante italiana, il togliattismo.
Ricordiamo tale grandiosa nascita con uno scritto di Gramsci, riguardante appunto il Partito.

Il partito comunista



L'Ordine Nuovo , 9 ottobre 1920

Il movimento proletario, nella sua fase attuale, tende ad attuare una rivoluzione nell'organizzazione delle cose materiali e delle forze fisiche; i suoi tratti caratteristici non possono essere i sentimenti e le passioni diffuse nella massa e che sorreggono la volontà della massa; i tratti caratteristici della rivoluzione proletaria possono esser ricercati solo nel partito della classe operaia, nel Partito comunista, che esiste e si sviluppa in quanto è l'organizzazione disciplinata della volontà di fondare uno Stato, della volontà di dare una sistemazione proletaria all'ordinamento delle forze fisiche esistenti e di gettare le basi della libertà popolare.

L'operaio nella fabbrica ha mansioni meramente esecutive. Egli non segue il processo generale del lavoro e della produzione; non è un punto che si muove per creare una linea; è uno spillo conficcato in un luogo determinato e la linea risulta dal susseguirsi degli spilli che una volontà estranea ha disposto per i suoi fini. L'operaio tende a portare questo suo modo di essere in tutti gli ambienti della sua vita; si acconcia facilmente, da per tutto, all'ufficio di esecutore materiale, di "massa" guidata da una volontà estranea alla sua; è pigro intellettualmente, non sa e non vuole prevedere oltre l'immediato, perciò manca di ogni criterio nella scelta dei suoi capi e si lascia illudere facilmente dalle promesse; vuol credere di poter ottenere senza un grande sforzo da parte sua e senza dover pensare troppo.

Il Partito comunista è lo strumento e la forma storica del processo di intima liberazione per cui l'operaio da esecutore diviene iniziatore, da massa diviene capo e guida, da braccio diviene cervello e volontà; nella formazione del Partito comunista è dato cogliere il germe della libertà che avrà il suo sviluppo e la sua piena espansione dopo che lo Stato operaio avrà organizzato le condizioni materiali necessarie.

Il Partito comunista, anche come mera organizzazione si è rivelato forma particolare della rivoluzione proletaria. Nessuna rivoluzione del passato ha conosciuto i partiti; essi sono nati dopo la rivoluzione borghese e si sono decomposti nel terreno della democrazia parlamentare. Anche in questo campo si è verificata l'idea marxista che il capitalismo crea forze che poi non riesce a dominare.

I partiti democratici servivano a indicare uomini politici di valore e a farli trionfare nella concorrenza politica; oggi gli uomini di governo sono imposti dalle banche, dai grandi giornali, dalle associazioni industriali; i partiti si sono decomposti in una molteplicità di cricche personali.

Il Partito comunista, sorgendo dalle ceneri dei partiti socialisti, ripudia le sue origini democratiche e parlamentari e rivela i suoi caratteri essenziali che sono originali nella storia: la rivoluzione russa è la rivoluzione compiuta dagli uomini organizzati nel Partito comunista, che nel partito si sono plasmati una personalità nuova, hanno acquistato nuovi sentimenti, hanno realizzato una vita morale che tende a divenire coscienza universale e fine per tutti gli uomini.

I partiti politici sono il riflesso e la nomenclatura delle classi sociali. Essi sorgono, si sviluppano, si decompongono, si rinnovano, a seconda che i diversi strati delle classi sociali in lotta subiscono spostamenti di reale portata storica, vedono radicalmente mutate le loro condizioni di esistenza e di sviluppo, acquistano una maggiore e più chiara consapevolezza di sé e dei propri vitali interessi.

Nell'attuale periodo storico e in conseguenza della guerra imperialista che ha profondamente mutato la struttura dell'apparecchio nazionale e internazionale di produzione e di scambio, è divenuta caratteristica la rapidità con cui si svolge il processo di dissociazione dei partiti politici tradizionali, nati sul terreno della democrazia parlamentare, e del sorgere di nuove organizzazioni politiche: questo processo generale ubbidisce a una intima logica implacabile, sostanziata dalle sfaldature delle vecchie classi e dei vecchi ceti e dai vertiginosi trapassi da una condizione ad un'altra di interi strati della popolazione in tutto il territorio dello Stato, in tutto il territorio del dominio capitalistico.

Il Partito socialista si dice assertore delle dottrine marxiste; il partito dovrebbe quindi avere, in queste dottrine, una bussola per orientarsi nel groviglio degli avvenimenti, dovrebbe possedere quella capacità di previsione storica che caratterizza i seguaci intelligenti della dialettica marxista, dovrebbe avere un piano generale d'azione, basato su questa previsione storica, ed essere in grado di lanciare alla classe operaia in lotta parole d'ordine chiare e precise; invece il Partito socialista, il partito assertore del marxismo in Italia, è, come il Partito popolare, come il partito delle classi più arretrate della popolazione italiana, esposto a tutte le pressioni delle masse e si muove e si differenzia quando già le masse si sono spostate e differenziate. In verità questo Partito socialista, che si proclama guida e maestro delle masse, altro non è che un povero notaio che registra le operazioni compiute spontaneamente dalle masse; questo povero Partito socialista, che si proclama capo della classe operaia, altro non è che gli impedimenta dell'esercito proletario.

Se questo strano procedere del Partito socialista, se questa bizzarra condizione del partito politico della classe operaia non hanno finora provocato una catastrofe, gli è che in mezzo alla classe operaia, nelle sezioni urbane del Partito, nei sindacati, nelle fabbriche, nei villaggi, esistono gruppi energici di comunisti consapevoli del loro ufficio storico, energici e accorti nell'azione, capaci di guidare e di educare le masse locali del proletariato; gli è che esiste potenzialmente, nel seno del Partito socialista, un Partito comunista al quale non manca che l'organizzazione esplicita, la centralizzazione e una sua disciplina per svilupparsi rapidamente, conquistare e rinnovare la compagine del partito della classe operaia, dare un nuovo indirizzo alla Confederazione Generale del Lavoro e al movimento cooperativo.

Il problema immediato di questo periodo, che succede alla lotta degli operai metallurgici e precede il congresso in cui il Partito deve assumere un atteggiamento serio e preciso di fronte all'Internazionale comunista, è appunto quello di organizzare e centralizzare queste forze comuniste già esistenti e operanti.

Il Partito socialista, di giorno in giorno, con una rapidità fulminea, si decompone e va in sfacelo; le tendenze in un brevissimo giro di tempo, hanno già acquistato una nuova configurazione; messi di fronte alle responsabilità dell'azione storica e agli impegni assunti nell'aderire all'Internazionale comunista, gli uomini e i gruppi si sono scompigliati, si sono spostati; l'equivoco centrista e opportunista ha guadagnato una parte della direzione del Partito, ha gettato il turbamento e la confusione nelle sezioni.

Dovere dei comunisti, in questo generale venir meno delle coscienze, delle fedi, della volontà, in questo imperversare di bassezze, di viltà, di disfattismi è quello di stringersi fortemente in gruppi, di affiatarsi, di tenersi pronti alle parole d'ordine che verranno lanciate. I comunisti sinceri e disinteressati, sulla base delle tesi approvate dal II Congresso della III Internazionale, sulla base della leale disciplina alla suprema autorità del movimento operaio mondiale, devono svolgere il lavoro necessario perché, nel più breve tempo possibile, sia costituita la frazione comunista del Partito socialista italiano, che, per il buon nome del proletariato italiano, deve, nel Congresso di Firenze, diventare, di nome e di fatto, Partito comunista italiano, sezione della III Internazionale comunista; perché la frazione comunista si costituisca con un apparecchio direttivo organico e fortemente centralizzato, con proprie articolazioni disciplinate in tutti gli ambienti dove lavora, si riunisce e lotta la classe operaia, con un complesso di servizi e di strumenti per il controllo, per l'azione, per la propaganda che la pongano in condizioni di funzionare e di svilupparsi fin da oggi come un vero e proprio partito.

I comunisti, che nella lotta metallurgica hanno, con la loro energia e il loro spirito di iniziativa, salvato da un disastro la classe operaia, devono giungere fino alle ultime conclusioni del loro atteggiamento e della loro azione: salvare la compagine primordiale (ricostruendola) del partito della classe operaia, dare al proletariato italiano il Partito comunista che sia capace di organizzare lo Stato operaio e le condizioni per l'avvento della società comunista.



sabato 18 gennaio 2014

GLI ANTIFASCISTI PROTESTANO, LA POLIZIA CARICA.

Solidarietà e complicità ai compagni caricati ieri a Milano dagli sbirri, per il loro impegno antifascista.
I fascisti avrebbero dovuto avere un incontro con Lealtà e Azione, noto gruppo nazista alla Statale, ma visto che era presidiata dai compagni si sono spostati al Politecnico in Città Studi. Quando i compagni si sono spostati in zona Piola sono stati caricati, smascherando di nuovo la copertura che la polizia offre ai fascisti.
Come Partito Comunista dei Lavoratori non smetteremo mai di dire che l'antifascismo va praticato in maniera militante. Non crediamo all'antifascismo istituzionale, organizziamoci e lottiamo, non permettiamo loro di alzare la testa.
                                                                                               PCL Frosinone.